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MAMMONA PIACERE
 
 

 

 

 

Come si articola la pesante manovra di smantellamento della scuola pubblica.

 

Dopo tanti anni di tagli sistematici, il mondo della scuola riceve forse il colpo più grosso.

 

Decreto25 giugno 2008, n. 112

convertito in Legge N. 133 del 6 agosto 2008

 

Art 64

(Disposizioni in materia di organizzazione scolastica)

  comma 1e 2

dopo la premessa “Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente” si procede con un evidente non sequitur

 

1) dall'anno scolastico 2009/2010, sono adottati

interventi e misure volti ad incrementare, gradualmente, di un punto il rapporto

alunni/docente, da realizzare comunque entro l'anno scolastico 2011/2012

 

2) conseguire, nel triennio 2009-2011 una riduzione complessiva del 17 per cento della

consistenza numerica della dotazione organica ATA determinata per l'anno scolastico 2007/2008

 

 

il punto 1 porta ad una riduzione piuttosto consistente del corpo docente.

Poiché il rapporto alunni/docente è calcolato in 8,7 (vedi piano programmatico 23/9/08, il dato è fornito invertito docenti/alunni=11,5/100), ne risulta che in tre anni si arrivi al 9,7 ossia 10,3/100 docenti/alunni.

 

Calcolando il calo percentuale si ottiene un taglio medio del 10,4 % dei docenti

 

Riassumendo

1)    Meno  10,4 % docenti

2)    Meno 17% ATA

 

 

 il comma 6 invece è più chiaro sui soldi

 

devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a

456 milioni di euro per l'anno 2009

1.650 milioni di euro per l'anno 2010

2.538 milioni di euro per l'anno 2011

3.188 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012.

 

Ossia, a regime, la scuola avrà ogni anno oltre tre miliardi in meno (a cui però va tolto il  previsto ritorno del 30% per gli stipendi di docenti meritevoli).

 

Il comma 4 definisce le procedure per il taglio e quindi le sue ricadute.

Sintetizzo il tutto in quattro punti.

1)    Eliminazione piccoli plessi e conseguente accorpamento piccole classi.

2)    Riduzione tempo scuola (meno tempo prolungato, orario settimanale più corto)

3)    Eliminazione compresenze

4)    Aumento rapporto alunni/classe

 

 

 

La legge 137 (decreto gelmini sul maestro unico) si adatta al 2° e 3° punto

Il piano programmatico (previsto dalla 133 e trasmesso il 23/9/08) entra maggiormente nel dettaglio con quantificazioni che investono tutti i quattro punti che ho sintetizzato.

Purtroppo è molto difficile capire l’effettiva ricaduta sulle singole scuole, poiché, in regime di autonomia esistono le modalità più disparate di distribuzione degli insegnanti, dei tempi prolungati e delle compresenze.

Addirittura, per le medie, riprende indicazioni del piano moratti sulle 29 ore e della circolare di fioroni sull’eliminazione del tempo prolungato (33 ore) se non è un effettivo tempo pieno (36 ore).

Poi la tendenza del piano programmatico (così come del decreto gelmini) è quella di portare tutto all’orario minimo (cioè ridurre le risorse all’osso) per poi aggiungere, utilizzando clausole abbastanza vaghe, che i tempi prolungati saranno garantiti su richiesta delle famiglie o su progetto delle scuole, fatto salvo il rispetto dei limiti del taglio previsti.

Di fatto funzionerà che i presidi più immanicati e potenti riusciranno a reperire le risorse migliori, la solita soluzione all’italiana.

Inoltre, prevedo che il taglio colpirà dove “si vede di meno”, cioè sulle compresenze: un po’ sul rapporto alunni/classe (0,40 in più), fino a quanto è possibile (compatibilmente al braccio di ferro con regioni e comuni) sull’eliminazione dei piccoli plessi, abbastanza ma non troppo sulla riduzione del tempo scuola (riduzione dell’orario settimanale più che del tempo pieno) e, soprattutto, sulle compresenze.

 

Propongo un calcolo molto a spanne: se il tempo medio per classe delle elementari è poco più di 33 ore (tenendo conto del tempo pieno, del tempo prolungato e meno ancora, fino alle 27 ore) e per ogni classe ci sono 3 ore di compresenza, risulta che gli insegnanti devono coprire 36 ore.

Lasciando tutte come è e togliendo solo le tre ore di compresenza si ha un risparmio di circa 8,3%.

Per arrivare al 10,4 non manca molto.

 

 

 

 

 

 

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